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Curiosità Cheratocono: se tiro la pelle a fianco dell’occhio?

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Il Paziente affetto da cheratocono fa spesso prove “strane” per cercare di “comprendere” il problema che lo affligge e nel caso anche di “migliorare” la propria situazione. Una delle prove prove più classiche è proprio quella di “tirare (allungandole)” la pelle all’angolo esterno dell’occhio. Con questa manovra la visione “migliora” decisamente.

CONSIDERAZIONI TECNICHE
Il Cheratocono è una problematica corneale che comporta la deformazione (per una patologia ancora non nota) della cornea stessa. Questo fa sì che se si verificano alcune condizioni particolari la manovra come quella descritta dalla Paziente possa avere un certo successo:

LE CONDIZIONI PRELIMINARI

* Le condizioni alle quali abbiamo accennato nel paragrafo precedente sono:
Che si tratti (come nel caso descrittoci) di un cheratocono iniziale; e che si tratti di un Cheratocono iniziale lo si deduce con certezza dal fatto che ancora è correggibile con un occhiale.
* La correzione del cheratocono con occhiali è comunque la cosa “tecnicamente peggiore” che si possa fare. Questo vuol dire che “basta poco” per migliorare la visione data dagli occhiali.
* Tirare la pelle dalla parte del lato esterno dell’occhio significa tirare le palpebre che a loro volta provocano uno schiacciamento verticale della cornea ed in qualche modo “rendere meno irregolare” la cornea e quindi “migliorare” sensibilmente la visione.
* Sempre la stessa azione (tirare le palpebre) provoca un restringimento dell’apertura palpebrale con relativo effetto “diaframma” ed “eliminazione” dalla zona visiva della parte corneale “più irregolare”.

CONSIDERAZIONI FINALI
Fatte salve le condizioni precedenti possiamo dire che è comprensibile la specie di “miracolo” che si verifica nelle condizioni descritte dalla Paziente; ma dobbiamo anche avvisare la Paziente che sarà sufficiente un “piccolissimo” peggioramento (pochi centesimi di millimetro) perché questi “falsi miracoli” non possano più avvenire.
Consigliamo caldamente la Paziente di sottoporsi a regolare controllo presso il proprio Oculista di fiducia ed eventualmente anche presso l’Ottico specialista per le lenti a contatto rigide (unica soluzione praticabile per la soluzione di questo problema).

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