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Il cheratocono

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1 Il cheratocono il Sab Apr 03, 2010 9:51 am

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l cheratocono è un’ectasia, non infiammatoria della porzione paracentrale della cornea, che causa una deformazione progressiva e cronica, la cui natura eziologica non ancora ben definita, ed è allo studio da moltissimi anni. Certo è che questo sfiancamento della cornea, o meglio, della struttura stromale nei casi iniziali, è spesso causa di una diminuzione dell’acuità visiva. In presenza di cheratocono in fase avanzata vi è la possibilità che si trasformi in forma acuta con lacerazione della membrana endoteliare e della membrana di Descemet.

Solo nei casi in cui la patologia è classificata iniziale è possibile la compensazione ottica con lenti oftalmiche (occhiali). Ove il problema è avanzato la lente a contatto RGP (gas permeabile) spesso risulta la metodica compensativa migliore. Le lenti a contatto RGP risultano essere la prima scelta per la compensazione di questa patologia, la quale deve essere cogestita col medico oculista. Grazie all’aiuto del topografo corneale è possibile evidenziare precocemente e classificare questa patologia.

Il sistema di classificazione, diviso in quattro stadi, si basa sulla variazione del potere diottrico, della curvatura corneale e sull’aumento del valore di eccentricità. Il 1° stadio definisce il cheratocono iniziale e può evolvere sino al 4° stadio dove la patologia è molto avanzata.

Il topografo permette anche di classificare il cono in funzione della sua forma:

* Frusto: è così definito quando non si sviluppa in forma conica e si stabilisce nella fase iniziale della sua evoluzione. Spesso è ben compensato con occhiali;
* Ovale: di dimensioni medio grandi è spesso decentrato in basso e in zona nasale. La protuberanza può avere forma tondeggiante o ovale ed è tra i più frequenti;
* A capezzolo: lo sfiancamento è posizionato centralmente ed è generalmente molto piccolo;
* Globoso: è generalmente di grandi dimensioni, a volte a tutta cornea, presenta curvature medie e non obbligatoriamente acute. Ha forma ovale o tondeggiante;
* Pellucida: è una degenerazione marginale spesso di grandi dimensioni con forma a farfalla

Contattologi esperti sono dell’opinione che le lenti a contatto morbide non siano compatibili con la patologia del cheratocono. Tuttavia in alcuni casi queste lenti possono essere utilizzate come soluzione estrema, a volte in contemporanea con lenti RGP. L’uso combinato di queste lenti, chiamato Piggy Back, viene utilizzato sulle cornee particolarmente irregolari dove si rileva una eccessiva fragilità epiteliale centrale ed un’elevata sensibilità ai corpi estranei, dove quindi l’adattamento alle RGP risulta difficile.

Altra lente molto particolare è quella costituita da una sacca centrale di circa 8 mm dove viene inserito un lenticolo dello stesso diametro in materiale gas permeabile.

Ogni cornea è diversa dall’altra in particolar modo quelle affette da questo problema dove l’esperienza del contattologo è determinante per ottenere la migliore applicazione, nel rispetto del profilo corneale e compatibilmente con il miglior risultato visivo. La profonda conoscenza dei materiali e delle geometrie disponibili e delle relative tecniche di adattamento è determinante per il risultato finale. Oltre alle diverse geometrie assosimmetriche, vi sono lenti a toricità interna, a doppia toricità per compensare possibili astgmatismi residui, ed a geometria inversa particolarmete indicate nei primi stadi. Vi sono anche lenti molto sofisticate a zona ottica decentrata in funzione dell’apice del cono. I nuovi materiali, che garantiscono una buona trasmissibilità di ossigeno alla cornea, sono preferibili in questa patologia, ma una valutazione attenta del film lacrimale dal punto di vista qualitativo e quantitativo può permettere di scegliere il più idoneo per ogni singolo soggetto. In presenza di cheratoconi avanzati dove le lenti RGP non sono tollerate, l’utilizzo di lenti ibride può risultare la scelta vincente. Quest’ultime sono composte da una parte centrale rigida, inserita attraverso un processo di polimerizzazione, in una lente morbida.


a cura di
Paolo Soragni
OPTOMETRISTA VL

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