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PAOLO VINCIGUERRA CURA COSI' IL CHERATOCONO

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1 PAOLO VINCIGUERRA CURA COSI' IL CHERATOCONO il Sab Ago 07, 2010 9:28 am

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Oculistica hi-tech
scritto da: Simone Fanti in Espresso | Permalink

Diagnostica hi-tech e laser di ultima generazione hanno rivoluzionato il mondo dell’oculistica. Fino a poco tempo fa chi soffriva di malattie caratterizzate da una deformazione della cornea, come il cheratocono, percepiva il progressivo peggioramento della vista come un fenomeno ineluttabile. Oggi non è più così

Paolo Vinciguerra racconta all’Espresso le ultime novità del settore. Tra le soluzioni più avanzate: le Scheimpflug, camere che consentono di individuare il grado di evoluzione e gravita delle differenti malattie corneali. E la Tomografia a radiazione coerente, una tecnologia che analizza in maniera approfondita le caratteristiche della cornea e consente di vedere fino a che punto i suoi diversi strati sono coinvolti.

Tra le novità più recenti ci sono le lenti ultrasottili. Disponibili in Europa da circa un anno rappresentano una valida alternativa al laser nei casi gravi o inoperabili (meno di 15 o meno di 20 diottrie) perché permettono di correggere i difetti visivi come la miopia. Molto flessibili, vengono inserite attraverso un’incisione di soli due millimetri che non richiedono suture. Sono una soluzione reversibile.

Da qualche anno è poi possibile curare le malattie come il Cheratocono con una tecnica poco invasiva, il cross-linking. Si tratta di una metodologia basata sul laser ad ultravioletti che utilizza un fluido e una radiazione per modificare lo stato delle molecole che tengono insieme gli strati della cornea. Ma il difetto visivo resta, così si può intervenire prima con un laser a eccimeri per rimodellare la cornea malata e dopo con il cross-linking. Un nuovo fronte di studio è il metodo transepiteliale che permette di intervenire senza rimuovere il tessuto che riveste la cornea. Può essere utilizzata per la degenerazione marginale pellucida, le ectasie post-lasik e post cheratotomia radiale.

Sul fronte dei trapianti prende sempre maggior piede la sostituzione del solo frammento malato. Tra questi interventi la Deep Aterior Lamellar Keratoplasty è considerata tra le migliori tecniche in circolazione. Per sostituire il foglietto più profondo della cornea, la tecnica più avanzata è la Descemet Streeping Automatized Endotelial Keratoplasty.

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